|
|
+ Il Silene è un olio extra vergine di oliva mono cultivar denocciolato,
ossia viene lavorato secondo una tecnica innovativa che trova le proprie
origini in epoca romana.
+ Nel suo trattato di agricoltura De Rerum Rustica, lo scrittore latino
Columella infatti racconta come l'olio destinato ai re venisse prodotto
con olive alle quali veniva tolto il nocciolo.
+ La tecnica prevede che le olive vengono innanzi tutto denocciolate
per mezzo di un apposito macchinario.
La polpa, già frantumata e trasformata in sansa, viene quindi
amalgamata per circa 45-50 minuti in una gramolatrice, per poi infine
passare in un decanter che estrae lâolio separandolo dalla polpa
senza alcun aggiunta di acqua.
+ La tecnica permette una completa estrazione delle parti nobili della
polpa dellâoliva, e in modo particolare dei profumi e dei polifenoli.
|
|

Come scegliere un ottimo "olio extra vergine"
+ Quando si parla di un alimento, a volte si è costretti
a specificare bene cosa significa buono e cosa significa di qualità.
Questo perché si tende a identificare con la parola "buono"
il significato di "qualità". Buono significa
- nella maggior parte dei casi- che piace, che è di proprio
gusto, ma non sempre indica la qualità del prodotto.
+ Ogni individuo ha una propria scala di valori (o gusti?), ciò
che per qualcuno può essere buono, per qualcun altro può
non esserlo. Esempio: se si compra un olio X, bottiglia numerata,
di sicura provenienza e quindi di alta qualità, potrebbe
anche risultare non gradevole al palato, e quindi non buono, ma
ciò non implica assolutamente che quel tipo di olio non
sia di qualità.
+ Per calzare l'esempio a ciò che più ci preme,
ecco la classica frase che si sente quando, messi a confronto
più campioni di olio, ci viene chiesto di esprimere un'opinione
in proposito: "questo olio non è buono, a differenza
di quest'altro che è morbido e vellutato, perché
pizzica in gola e oltretutto è anche amaro", il colore
e giallo anziché verde
+ Certamente è molto difficile sfatare questa opinione
comune. Questo perché, vuoi per volontà degli industriali
che propendono più per l'abbattimento dei prezzi che per
la qualità dell'olio, vuoi per i metodi tradizionali (non
sempre corretti) di raccolta e stoccaggio delle olive, si tende
ancora ad avere sui mercati dell'olio impersonale, non correttamente
estratto e tendente ad un appiattimento dei sapori. In generale,
risulta comunque più facile giudicare un prodotto secondo
il giudizio di massa anziché impegnarsi ad elaborare un proprio, personale giudizio.
+ E' chiaro comunque che con degli oli simili non si evidenzia
mai la caratteristica di un terreno
(mi viene da pensare
come mai nessuna azienda produce champagne in Sicilia
. evidentemente
il terreno, il clima e la cultura della lavorazione delle materie
prime hanno importanza!). Pertanto, ci accontentiamo spesso di
dare solamente soddisfazione al nostro palato senza considerare
che noi siamo cosa mangiamo.
+ In realtà quel pizzicore e quell'amaro, sono sinonimo
di qualità dell'olio. Il motivo di tale affermazione è
da ricercare in due fatti: il nostro corpo si deteriora ed invecchia
per l'ossidazione delle cellule, l'olio di oliva di qualità
è un antiossidante naturale. Ed è alla presenza
di questi polifenoli, antiossidanti naturali dell'olio e salvavita
per noi umani, che dobbiamo quel "pizzicore" in gola
che proviamo quando consumiamo dell'ottimo extravergine. Più
è fresco e meno è alterato, più i polifenoli
saranno esaltati.
+ La riprova di ciò è nella semplice operazione
di assaggio di qualsiasi olio presso un frantoio, appena sgorga
dal separatore: anche l'olio ottenuto da olive di mediocre qualità,
appena centrifugato, possiede una certa carica di polifenoli e
si caratterizza, senza alcun dubbio, per quel "pizzicore"
più o meno amaro.
|
|